Questi ultimi due giorni sono stati giorni di sole, aria piacevolmente calda, cielo pulito, limpido, azzurrissimo. Mentre scendevo dal paese stamattina, sono rimasta senza fiato di fronte alla maestà delle montagne abruzzesi. Anche se è una grande comodità avere il lavoro a 3 km da casa, in giornate come questa, mi dispiace che faccio un tratto di strada troppo breve. E’ uno di quei momenti in cui vorrei avere delle capacità artistiche tali da poter trasmettere agli altri le sensazioni che provo. E’ un desiderio che mi accompagna in modo particolare fin dai primi mesi della mia vita nuova in Italia, un’avventura iniziata il 26 giugno di 27 anni fa.. Penso che oggi sia un buon giorno per raccontare la storia d’amore che mi lega ad Alessandro*, ormai da 36 anni, perchè mi sento ispirata a “dipingere questo quadro”.
Nonostante fossimo cresciuti in due nazioni diverse, Alessandro era letteralmente “il ragazzo della porta accanto”. La sua casa è attaccata a quella in cui è cresciuta mia mamma, e i miei nonni sono stati più i nonni suoi che i miei, perché lui era di casa e io invece, vivevo molto lontano. L’ho conosciuto nel 68, quando ho visitato questo meraviglioso Paese per la prima volta. Ero una bambina di 9 anni e amavo giocare con gli altri bambini del vicinato, incluso lui. Ma la nostra storia d’amore è sbocciata quando sono tornata nel 73, quando eravamo più grandicelli. Un’estate passata all’insegna della scoperta dell’amore, un amore puro che annullava e mi liberava dalla tristezza della mia vita in America. L’anniversario del nostro primo castissimo bacio è il 7 Agosto, il giorno della festa patronale. Da quel momento, Alessandro è entrato nel mio cuore – in quel luogo che avevo custodito tanto gelosamente fino a quel momento. Quando sono tornata in America, l’ho iniziato a sognare – e solo questo potevo fare perché mia mamma non mi permetteva di scrivergli. In quei sogni lui mi veniva a salvare. Sembrava una di quelle storie dell’amor cortese del medioevo, il cavaliere sul destriero bianco che salva la principessa. Sono ricordi dolcissimi questi.
L’ho rivisto nel ’75 ed ero felice di ravvisare che i nostri sentimenti non erano cambiati, anche se lui aveva vissuto delle “storie” con altre ragazze tra una mia vacanza e un’altra. E’ stato dopo quell’estate bellissimo trascorso con lui che ho trovato la forza di spezzare la catena che mi legava a chi aveva rubato la mia innocenza, perché con il casto bacio d’amore mi sono sentita riscattata, purificata, rinata. E’ stata una benedizione, una svolta.
Una volta fatto quel passo, ho iniziato a fare veramente i conti con il doloroso retaggio che mi portavo dietro, e i miei sogni sul mio cavaliere senza macchia e senza paura, in quegli anni erano diventati sempre più articolati, e un po’ (molto) fuori dalla realtà. Ma non mi importava nulla. Io mi cullavo in quei sogni, e tenevo viva quella fiamma anche se non pensavo lontanamente di poter un giorno coronarle. In quello stesso periodo è iniziata la mia illuminazione “intellettuale” e sociale; ho iniziato a leggere libri di autori un po’ più autorevoli rispetto alle lettura dell’infanzia. Ho cominciato a gustare piano piano la vita, ad uscire dal guscio, a partecipare alla vita sociale della scuola che offriva molte opportunità. Mi sono diplomata nel 77 e a Settembre di quell’anno ho iniziato a frequentare l’università. Anche se sognavo sempre il mio amore, in quel momento ho preso una decisione: dovevo smettere di fantasticare e iniziare a vivere davvero. E ho fatto tutto quanto era necessario per fare questo. Lavoravo per guadagnare qualche soldo, almeno per gravare un po’ di meno sui miei genitori, visto che l’università costa tanto in America. Ho intrecciato amicizie profonde e sincere che continuano anche oggi, ho incontrato un ragazzo, il mio primo vero “boyfriend”. Siamo stati insieme 3 anni, e si può dire che ci siamo aiutati a crescere a vicenda. Solo che io non lo amavo, perché inconsciamente il mio cuore apparteneva ancora ad un altro.
Nell’80 sono tornata in Italia con mia mamma e mia sorella. Avevo una decisione da prendere: dovevo rompere con il mio ragazzo; il nostro rapporto stava ormai diventando una cosa brutta, iniziavamo a mancarci di rispetto vicendevolmente, ma non sapevo come dirgli che era ora di andare avanti. Mi dispiaceva ferirlo e speravo che mettendo un po’ di distanza tra noi, avrei potuto attutire il colpo quando tornavo a casa. Non pensavo ad Alessandro per niente perché avevo saputo che lui lavorava fuori, e figuriamoci se pensava ancora a me.
Invece, nel pomeriggio del giorno del mio arrivo suona il campanello e vado proprio io ad aprire, e ho visto davanti a me quegli occhi, quel viso…e sono rimasta senza parole. La cosa che mi meravigliava era che anche lui provava la stessa cosa! Da quel momento ci siamo frequentati assiduamente per un paio di settimane (il mio soggiorno doveva essere di 5 settimane). Il nostro amore era ancora vivissimo, bellissimo, e abbiamo vissuto un sogno fantastico. Ma un giorno lui mi disse che doveva partire. Sentiva che ci stavamo legando troppo e lui sapeva che io ero praticamente fidanzata. Lui non voleva sconvolgere la mia vita, quindi ha optato per andarsene in Canada a trovare i suoi parenti. Sarebbe tornato il giorno dopo la mia partenza, fissata per il 27 luglio. Io ero dispiaciuta ma in fondo non troppo perché anche se la cosa si era fatta seria, io sapevo di non poter mai venire a vivere in Italia. Non sapevo quasi parlare, capivo poco la lingua e poi dovevo laurearmi, trovare un buon impiego, quindi non mi sono sentita devastata da questa notizia. E’ proprio vero che, quando abbandoni il tuo attaccamento ad un sogno, è allora che rischi che si avveri!
E’ stato in quel periodo che il Signore è intervenuto in un modo straordinario. Mia mamma avrebbe dovuto confermare la data di partenza, ma si è ammalata di bronchite ed è stata impossibilitata ad andare all’agenzia di viaggi, quindi non ha trovato posto per quel volo. La prima data disponibile era il 10 agosto e così ha confermato subito. Comunque, già con questo fatto è cambiata la prospettiva per me e lui. Ero felice che avrei rivisto il mio amore– ma non pensavo lo stesso di sposarlo. Lui è rientrato, come promesso, il 28 luglio, ma ecco che di nuovo, il Signore ci mette la sua mano. Il 29 luglio è morta improvvisamente mia nonna, la mamma di mia madre. Pur essendo uno shock, abbiamo riconosciuto tutti che è stata una grazia, sia per mia mamma che ha potuto essere presente per il trapasso della madre, ma anche per noi, perché questo evento ha creato l’esigenza di prolungare la mia permanenza ancora per qualche giorno. Nuova data: 14 Agosto. Ora avevamo diversi giorni a disposizione per parlare. Ed è qui che lui si è fatto coraggio e mi ha dichiarato che era perdutamente innamorato di me e non riusciva a pensare ad un futuro senza di me. Solo che lui in America non ci voleva andare perché aveva un buon lavoro statale, allora si è fatto forza e mi ha chiesto se accettavo di tornare in Italia per sposarlo. Io sono rimasta sorpresa, ma ero stranamente tranquilla quando ho risposto che pensavo di sì (in cuor mio era un sì deciso). Ma la prudenza mi suggeriva di dargli una risposta definitiva dopo il mio ritorno in America. Dovevo comunque rompere con l’altro ragazzo, e poi volevo stare almeno un mese tranquilla, tornare con i piedi per terra nel mio mondo e riflettere sulla fattibilità di questo mio proposito. E poi dovevo affrontare i miei genitori e dirgli che si scombinavano tutti i loro sogni per me! E così il 14 Agosto ci siamo lasciati tra le lacrime, con la promessa e il sogno dell’amore nei nostri cuori.
Mia mamma si era accorta che c’era qualcosa nell’aria, ma era immersa nel suo dolore per la perdita della cara mamma. Tuttavia, non ha resistito e mi ha chiesto, mentre aspettavamo di imbarcarci, cosa stesse succedendo. E io, facendomi coraggio, gliel’ ho detto senza tanti giri di parole. Lei è rimasta ammutolita ed era arrabbiatissima e preoccupatissima. E così ha avuto inizio la mia battaglia per difendere la mia scelta.
Il mio ormai ex ragazzo, con la lontananza si era re-innamorato di me e stava cercando un anello di fidanzamento, e così sono stata costretta a spezzare il suo sogno. Mi è dispiaciuto deluderlo così, so che ha sofferto tanto, ma io ero intrepida nell’impresa perché spinta da qualcosa che ancora oggi non so spiegare. Credo di aver capito in quel momento il senso della parola “vocazione”.
In famiglia, quante battaglie, quante discussioni! I miei genitori avevano tante paure, dal fatto che non sapevo nemmeno parlare, al fatto che la sua famiglia era comunista… Specialmente mio padre, che era stato il mio professore di letteratura inglese, nominava sempre Romeo e Giulietta…per dire che questa storia era una “tragedia”; che fine avrebbero fatti i miei studi, come poteva una americana sposare un comunista, ecc. ecc.. E io ribattevo che Romeo e Giulietta erano finiti male perché i genitori avevano ostacolato quell’amore e che la politica non mi interessava. Alla fine si è dovuto arrendere e così ho ottenuto la loro approvazione, e a dicembre ci siamo fidanzati…in Canada! Una vera storia internazionale!! Mio nonno, dopo la morte della moglie è andato a vivere a Toronto presso le sorelle di mia mamma. Siamo andati a trovarlo a Natale e Alessandro mi ha raggiunto lì insieme al suo papà. Abbiamo fatto una festa con i fiocchi e mio nonno, addolorato di aver dovuto lasciare l’Italia, era felicissimo perchè “sembrava che la pianta della nostra famiglia fosse stata estirpata alla radice, ma ecco che viene gettato un nuovo seme.” E ci ha benedetti.
Io e il mio amore siamo stati un anno e mezzo separati da quel momento, fino al matrimonio. Un tempo difficile per entrambi ma carico di promesse per il futuro. Un futuro che si è rivelato luminoso, tra le tante piccole difficoltà della vita quotidiana, e attraverso le bufere delle difficoltà più grandi. Oggi, a distanza di 27 anni il nostro amore è intatto, e possiamo cantare a squarciagola che Dio è GRANDE.
*il nome, per ovvi motivi, è stato cambiato.

Pia ma che storia!!!!!!!!!
sei tornata alla grande fra noi, e con un tema gioioso!!!
Auguri per un futuro sempre radioso…
sai? mi hai fatto venir voglia di raccontare anche la storia dei capucci…i vicini di casa innamorati!!! Altro che internazionali come voi, noi vivevamo a 180passi l’uno dall’ altro da sempre!!!
Quando la posto ti inviterò a leggerla!!!
Grazie Ilaria! Non vedo l’ora di leggere la tua bella storia! Che bello, sei la ragazza della porta accanto! Anch’io…in un certo senso, LOL!
hai ragione nel commento che mi hai lasciato. c’è un disegno superiore che ci coinvelge tutti e alla fine ci accorgeremo di come ogni pezzo vada esattamente al posto giusto!!!