La Chiesa celebra la festa dell’Annunciazione a Maria il 25 marzo. C’è ancora un’aria austera sulla terra, ancora un vuoto argenteo nei cieli, ma l’attesa della primavera già è forte nel cuore, le gemme stanno per rompere l’involucro apparentemente sterile dei rami, l’aria di promessa aleggia nello spirito degli uomini. E’ la stagione in cui si festeggia lo sposalizio dello Spirito Santo con l’umanità.
Penso che gli eventi più commoventi della storia dell’umanità siano quando lo Spirito ha deciso di voler rinnovare la faccia della terra attraverso la comunione con qualche creatura umile e piccola. Si tratta di una storia d’amore, ed è una cosa che oggi può succedere a chiunque, ma non potrebbe mai succedere se non ci fosse stato il “fiat” della giovane ragazza di Nazareth, chiamata Maria. E’ in Maria, che il Signore si è innamorato dell’umanità. Quando lei si è donato a Dio, è nato davvero un nuovo Cielo e una nuova Terra. Lo Spirito è entrato nel mondo, luce e saggezza e amore, pazienza, fortezza e gioia hanno fatto ingresso nel cuore e nella mente umana.
Nel vuoto verginale della ragazza, Maria di Nazareth, Gesù è stato concepito. Questa ragazza tenera e dolce ha donato la sua piccolezza all’Amore Infinito, diventando così la Madre del Cristo. Una cosa tremenda, e così passiva. Non le è stato chiesto di fare qualcosa, ma di lasciare che questa cosa accadesse. Non le è stato chiesto di rinunciare a nulla, solo di ricevere questo dono incredibile. Non le è stato chiesto di condurre una vita speciale, di ritirarsi tra le mura del tempio per vivere come una monaca, ne di coltivare virtù particolari o rivendicare privilegi singolari.
Doveva solo restare nel mondo, andare avanti con il suo matrimonio con Giuseppe, vivere la vita della moglie di un artigiano; cose che aveva già programmato di fare anche quando non aveva idea che le stesse per succedere qualcosa di fuori dall’ordinario. Come se il Dio che decide di farsi uomo e nascere da una donna fosse una cosa normale.
Tutto ciò doveva accadere nel segreto, non ci sarebbe stato alcun annuncio. I salmisti avevano cantato la venuta del Cristo su arpe d’oro, i profeti l’avevano predetto con lingue di fuoco. Ma ora, il rumore più assordante per annunciare la Sua presenza sulla terra non doveva essere più forte che il battito di un cuore di neonato, all’interno del battito del cuore di una ragazza.
Dio ha voluto che questa nascita avvenisse nella normalità, perché la Sua volontà è che il Cristo nasca nella vita di ogni essere umano, non attraverso i gesti straordinari ma attraverso la vita quotidiana e attraverso l’amore umano della gente. Maria ha detto Si. E l’ha detto a nome di ognuno di noi. E così ognuno di noi deve fare eco a quel sì nella nostra vita. Ci è chiesto di donare ciò che siamo, la nostra umanità, la nostra carne e sangue, allo Spirito Santo e permettere al Cristo di riempire il vuoto formato dalla particolare conformazione della nostra vita.
Non ci sarà chiesto di fare grandi gesti, ma solo di donare noi stessi, i nostri pensieri, il nostro servizio, le nostre gioie e le nostre tristezze – a Dio, per far nascere il Cristo nel mondo. Ma non è facile…
Caryll Houselander “The Reed of God”.

