Ci sono due cose oggi, che rendono difficile per molte persone amare Maria.
Prima, che lei è pura e vergine. Non c’è nulla di meno apprezzato nel mondo di oggi che la purezza e nulla di così mal capito come la verginità, forse a causa dell’immagine che possono dare di se stesse molte zitelle inacidite, che sono come le vergini stolte: sono senza amore e senza gioia. Non hanno olio nelle loro lampade e nessuno glielo può dare, poiché quest’olio è la potenza della vita, la volontà e la capacità di amare.
La verginità della Madonna, invece, è la totale offerta di un’anima e un corpo, dati per essere consumati dal fuoco dell’amore e trasformati nella fiamma della sua gloria. E’ la completezza dell’Amore, attraverso la quale la nostra stessa umanità è divenuta la sposa dello Spirito della Vita. E’ proprio questo fatto a contrastare l’altra idea sbagliata che si ha di Maria, cioè che non è umana.
Quando siamo attratti da un particolare santo, di solito sono i suoi piccoli tratti umani che ci attraggono di più. Questi dettagli servono da ponte sull’abisso immenso tra le loro virtù eroiche e la nostra debolezza. Amiamo di più quei santi i quali, prima di diventare grandi santi, erano grandi peccatori.
Ma anche quei santi che erano tali dalla culla, ci diventano più cari se conosciamo qualcosa della loro umanità. Quanto ci è cara S. Caterina di Siena, perché amava il suo giardino, perché scriveva piccole poesie (…) per accontentare un Papa difficile. Quanto si avvicina a noi, con le sue amicizie: una compagnia di poeti, politici, soldati, preti e briganti-uomini che la idolatravano; e non solo uomini, poiché Santa Caterina non era solo una delle donne più dinamiche della storia, ma anche la migliore amica di tante donne. Queste cose ci fanno mettere in secondo piano quanto fosse ascetica, che per molti anni si cibava solo dell’Eucaristia, e che era una mistica: la sua agonia per il peccato del mondo è nascosto sotto il bellissimo manto del suo amore per i peccatori.
Della Madonna, nessun episodio simile ci è stato tramandato. Ci lamentiamo che così poco è stato registrato sulla sua personalità; pochissime parole, pochissimi atti, e così è difficile per noi formare un’immagine di lei e ci sembra che ci sia poco da imitare.
Ma in realtà è proprio la Madonna che possiamo realmente imitare più di qualunque altro santo.
Tutti i santi canonizzati avevano delle vocazioni speciali, e doni speciali per poter portare le loro missioni a compimento:sarebbe presuntuoso da parte mia pensare di poter imitare S. Caterina, o S. Paolo o S. Giovanna d’Arco, se non ho nulla del loro particolare carattere o intelletto – cosa che decisamente non ho.
Ogni santo ha il suo lavoro speciale, il lavoro di una sola persona. Ma Maria ha dovuto includere nella sua vocazione, nel lavoro della sua vita, una cosa essenziale che deve essere alla base di ogni altra vocazione, in ogni altra vita. Cioè, lei non è solo umana; è l’umanità stessa, e quella cosa che lei ha fatto e che fa ancora adesso, è quello che siamo chiamati a fare tutti noi: cioè far nascere Cristo nel mondo.
Cristo deve nascere da ogni anima, deve formarsi in ogni vita. Se avessimo un’immagine della personalità di Maria potremmo essere strabiliati dall’idea che solo un tipo di persona può formare Cristo in se stesso, ma così perderemmo il senso della nostra stessa esistenza.
Non ci è stato raccontato quasi nulla sulla Madre di Dio, se non quanto essenzialmente necessario per noi, cioè che lei, in seguito all’unione con lo Spirito Santo, ha portato il Cristo nel mondo.
La nostra gioia sta nel fatto che lei ha fatto tutto ciò attraverso la vita ordinaria che conduciamo tutti noi; attraverso l’amore naturale reso sopranaturale.
